venerdì 1 giugno 2012

La moda negli anni '20

La moda degli anni ’20 è dettata da uno stile elegante e pratico al tempo stesso. Se nel decennio precedente gli abiti erano pomposi, in questo decennio notiamo una grande trasformazione: gli abiti si accorciano fino al polpaccio (a metà del 1925 le gonne si ridurranno fino al ginocchio), la moda americana inizia a influenzare il vecchio continente e nelle sale da ballo gli abiti si trasformano soprattutto per poter ballare il charleston e un nuovo genere di musica: il jazz.

In questi anni, un nome spicca tra tutti, quello di Gabrielle Chanel, detta Coco. Il nome le venne attribuito quando, giovane e povera, cantò in un caffè un paio di canzoni in voga in quegli anni: Qui Qu’a vu Coco dan le Trocadero e Ko-Ko-Ri-Co.

La sua vita è stata dura e avversa tanto da forgiarle un carattere forte che la rendeva libera dall’uomo ed è proprio sull’indipendenza che gioca la sua carta vincente nella moda.

Nel 1910, al numero 21 di Rue Cambon, apre il suo primo atelier e propone maglioni maschili da indossare sopra gonne dritte in tinta unita o cardigan da indossare su pantaloni di taglio ampio nella gamba.

Chanel apre nuovi orizzonti nell’abbigliamento femminile: per la prima volta la donna può vestirsi da sola, i gancetti e i corsetti vengono banditi, la donna diventa dinamica.

L’uso del jersey le permette di creare gonne dalla vita bassa con pieghe sciolte, camicie ampie e giacche con linea morbida. Le rifiniture sono studiate nei minimi dettagli: le fodere di seta sono analoghe alle camicie abbinate, creando un soddisfacente risultato estetico.

La donna in questi anni viene ribattezzata garçonne.

La garçonne, ispirata al romanzo di Victor Marguerite, è una donna borghese in rivolta, paga di persona la propria libertà e sceglie la decorazione come suo stile di vita. Lo stile di questa donna è caratterizzato da un taglio di capelli cortissimo e coperto da cloche che coprono completamente la fronte e fanno risaltare lo sguardo, le labbra sono color rosso vivo e l'accompagna sempre una sigaretta infilata da un lungo bocchino nero, simbolo della libertà sessuale e dell’uguaglianza economica.


Nel 1926 Chanel ci regala uno degli abiti simbolo di questi anni rimasto un classico ancora ai giorni nostri: il tubino di crêpe de Chine nero. La rivista “Vogue” lo ribattezzerà <<la Ford di Chanel>>, un modello universale come la quattro ruote americana famoso nel mondo. Anche quest’abito era stato ridotto all’essenziale, con una forma semplice ma non banale e rigorosamente nero.

Un abito democratico insomma. Era proprio a questo che Chanel puntava: non rivolgersi ad una cerchia di pochi, ma puntare alle masse. I suoi abiti erano fatti per assecondare i movimenti del corpo, per liberarlo da ogni costrizione.

Il maquillage in questi anni diventa un vero e proprio accessorio: se l’abito e l’acconciatura erano semplici, il trucco era molto accentuato con kajal e ombretti scuri per dare profondità agli occhi, rimmel per allungare le ciglia, fard sulle guance, labbra a cuoricino con rossetto rosso e sopracciglia dipinte.

I gioielli erano preziose vanità da esibire: troviamo bocchini decorati, portasigarette in oro decorati con motivi geometrici e, grazie all'influenza dovuta al ritrovamento della tomba di Tutankhamon, i gioielli si arricchiscono di scarabei e le collane si ispirano alle regine d’Egitto, riuscendo a creare un perfetto connubio tra il fascino e l'indipendenza di Cleopatra e il fascino e indipendenza della donna moderna.

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