venerdì 26 luglio 2013

Da madre a figlia...

Da bambina passavo ore ad osservare mia madre che cuciva, quei grandi fogli di carta velina, quelle linee a matita colorata, le forbici dalle lame grandi che usava nel tagliare di netto gli strati di tessuto, tutti questi elementi mi hanno sempre affascinato.
Per non parlare dei fili colorati in ordine e i bottoni... centinaia di bottoni dentro una scatola che passavo ore a giocarci nell'osservarli, nelle loro sfaccettature, colori e dimensioni.
Osservarla nel realizzare un abito da una sola idea, mi ha sempre attirato e mi sono sempre chiesta che sensazione si provi nel dire la parola "finito" e indossarlo per una bella serata.

Da bambina perdevo ore ad osservare il suo libro di sartoria e mi chiedevo spesso il significato di quelle linee, di com'era possibile che delle linee messe in quel modo potessero costruire una manica...

Mia madre mi ha raccontato, che per lei è stato un onore ai suoi tempi (vi parlo degli anni '50-'60!), era un onore frequentare la scuola di sartoria, la scuola che frequentava era "La grand Chic" e sorrido nel notare che le costruzioni non cambiano.
A distanza di anni, mi ritrovo a guardare questo libro e custodirlo gelosamente...
I disegni sono splendidi!






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